Fuisse traditur excelsa statura, colore candido, teretibus membris, ore paulo pleniore, nigris vegetisque oculis, valitudine prospera, nisi quod tempore extremo repente animo linqui atque etiam per somnum exterreri solebat. 2 Circa corporis curam morosior, non solum tondebatur diligenter ac radebatur, sed etiam vellebatur; calvitii vero deformitatem iniquissime ferret. Ideoque et deficientem capillum revocare a vertice adsueverat et ex omnibus decretis sibi a senatu populoque honoribus non aliud aut recepit aut usurpavit libentius quam lauream coronam.
Traduzione
Si dice che fosse d'alta statura, di carnagione bianca, di membra ben tornite, di volto piuttosto pieno di occhi neri e vivaci, di buona salute: se non che negli ultimi tempi soleva patire subitanei deliqui e anche spaventi durante il sonno. Nella cura del corpo era fin troppo meticoloso, tanto che non solo si faceva tagliare i capelli e radere con diligenza, ma si depilava anche. Non si dava pace della sua calvizia. E perciò era avvezzo a tirar giù dalla sommità del capo gli scarsi capelli e fra tutti gli onori che gli furono conferiti dal senato e dal popolo nessuno altro ricevette o praticò volentieri se non (il diritto di portare) la corona d'alloro
venerdì 1 gennaio 2010
venerdì 25 dicembre 2009
Ritratto di Domiziano
Statura fuit procera, vultu modesto ruborisque pleno, grandibus oculis, verum acie hebetiore; praeterea pulcher ac decens, maxime in iuventa, et quidem toto corpore, exceptis pedibus, quorum digitos restrictiores habebat; postea calvitio quoque deformis et obesitate ventris et crurum gracilitate, quae tamen ei valitudine longa remacruerant.
Traduzione
Domiziano era d'alta statura, con un volto modesto e pieno di rossore, con grandi occhi, ma con vista piuttosto debole; oltre a ciò era bello e decente, soprattutto in gioventù, e certamente in tutto il corpo, eccetto nei piedi, le dite dei quali erano più corte del normale; dopo su abbruttito dalla calvizia e dall'obesità, dalla gracilità delle gambe, che tuttavia gli dimagrirono per una lunga malattia
Traduzione
Domiziano era d'alta statura, con un volto modesto e pieno di rossore, con grandi occhi, ma con vista piuttosto debole; oltre a ciò era bello e decente, soprattutto in gioventù, e certamente in tutto il corpo, eccetto nei piedi, le dite dei quali erano più corte del normale; dopo su abbruttito dalla calvizia e dall'obesità, dalla gracilità delle gambe, che tuttavia gli dimagrirono per una lunga malattia
domenica 20 dicembre 2009
Il testamento di Trimalchione
"Amici", - inquit Trimalchio - et servi homines sunt et aeque unum lactem biberunt. Mei servi cito aquam liberam gustabunt: ad summam, omnes illos in testamento meo manumitto. Philargyro etiam fundum lego, Carioni quoque insulam et vicesimam et lectum stratum. Nam Fortunatam meam heredem facio et commendo illam omnibus amicis meis. Et haec ideo omnia publico ut familia mea iam nunc sic me amet tamquam mortuum (=da morto)". Respiciens deinde Habinnam: "Quid (= che cosa) dicis, amice carissime? Aedificas monumentum meum, quemadmodum te iussi? Valde te rogo, ut secundum pedes statuae meae catellam pingas et coronas et unguenta, ut mibi liceat tuo beneficio post mortem vivere. Ad dexteram meam pones statuam Fortunatae meae columbam tenentem et amphoras copiosas gypsatas, ne effluant vinum. Et urnam fractam sculpe et super eam puerum plorantem. Horologium in medio, ut, quisquis horas inspiciet, nomen meum legat. Hanc inscriptionem adde: "C. Pompeius Trimalchio hic requiescit. Pius, fortis, fidelis, ex parvo crevit, sestertium reliquit trecenties, nec unquam philosophum audivit. Vale".
Traduzione
Amici – disse Trimalchione – anche i servi sono uomini e bevono lo stesso unico latte. I miei servi presto assaporeranno la libera acqua: per finale, libero tutti quelli(gli schiavi) nel mio testamento. A Filargiro lascio anche una terra, a Carione anche un isolato, la ventesima e il letto. Ora nomino Fortunata mia erede e devo raccomandarla a tutti i miei amici. E perciò tutte queste cose al pubblico affinchè la mia famiglia mi ami tanto da morto così come già ora mi ama”. Dopo Rivolgendosi ad Albina:”Che cosa dici, o mio amico carissimo? Edificherai il mio mausoleo, nel modo in cui ti ho ordinato? Fortemente ti ho chiesto di dipingere una cagnolina, delle corone e degli unguenti al secondo piede della mia statua, affinchè mi sia permesso con la tua bravura vivere dopo la morte. Alla mia destra poni una statua della mia Fortunata mentre tiene una colomba in mano e molte anfore gessate, affinchè non fluisca vino. E scolpisci un urna spezzata e sopra quella un bambino che si dispera. L'orologio nel mezzo, affinchè, se qualcuno osserva le ore, legga il mio nome. Aggiungi questa iscrizione:” C. Pompeio Trimalchione riposa qui. Pio, forte, fedele, arricchito dalla povertà, lasciò trecento sesterzi, e mai diede ascolto ad un filosofo. Saluti”
Traduzione
Amici – disse Trimalchione – anche i servi sono uomini e bevono lo stesso unico latte. I miei servi presto assaporeranno la libera acqua: per finale, libero tutti quelli(gli schiavi) nel mio testamento. A Filargiro lascio anche una terra, a Carione anche un isolato, la ventesima e il letto. Ora nomino Fortunata mia erede e devo raccomandarla a tutti i miei amici. E perciò tutte queste cose al pubblico affinchè la mia famiglia mi ami tanto da morto così come già ora mi ama”. Dopo Rivolgendosi ad Albina:”Che cosa dici, o mio amico carissimo? Edificherai il mio mausoleo, nel modo in cui ti ho ordinato? Fortemente ti ho chiesto di dipingere una cagnolina, delle corone e degli unguenti al secondo piede della mia statua, affinchè mi sia permesso con la tua bravura vivere dopo la morte. Alla mia destra poni una statua della mia Fortunata mentre tiene una colomba in mano e molte anfore gessate, affinchè non fluisca vino. E scolpisci un urna spezzata e sopra quella un bambino che si dispera. L'orologio nel mezzo, affinchè, se qualcuno osserva le ore, legga il mio nome. Aggiungi questa iscrizione:” C. Pompeio Trimalchione riposa qui. Pio, forte, fedele, arricchito dalla povertà, lasciò trecento sesterzi, e mai diede ascolto ad un filosofo. Saluti”
mercoledì 16 dicembre 2009
L'orgoglio di essere cittadino romano
Homines tenues, obscuro loco nati, navigant, adeunt ad ea loca quae numquam antea viderunt, ubi neque noti esse iis quo venerunt, neque semper cum cognitoribus esse possunt. Hac una tamen fiducia civitatis non modo apud nostros magistratus, qui et legum et existimationis periculo continentur, neque apud civis solum Romanos, qui et sermonis et iuris et multarum rerum societate iuncti sunt, fore se tutos arbitrantur, sed, quocumque venerint, hanc sibi rem praesidio sperant futuram. Tolle hanc spem, tolle hoc praesidium civibus Romanis, constitue nihil esse opis in hac voce, 'Civis Romanus sum,' posse impune praetorem aut alium quempiam supplicium quod velit in eum constituere qui se civem Romanum esse dicat, quod qui sit ignoret: iam omnis provincias, iam omnia regna, iam omnis liberas civitates, iam omnem orbem terrarum, qui semper nostris hominibus maxime patuit, civibus Romanis ista defensione praecluseris.
Traduzione
Gli uomini di modesta condizione nati in un luogo oscuro viaggiano, vanno in quei luoghi che mai avevano visto prima, dove non possono essere noti a quelli, nel luogo in cui vennero, non possono essere sempre in compagnia dei grarante. Tuttavia per questa sola fiducia nella società non solo verso i nostri magistrati che sono tenuti a freno dalle leggi e dall'opinione pubblica ne presso solo i cittadini romani che sono uniti dalla comunanza di lingua, leggi e molte altre cose. Credono che saranno al sicuro ma sperano che, ovunque andranno, questa situazione, sia per loro di sostegno. Togli questa speranza, togli questo sostegno ai cittadini romani. Fa si che non ci sia alcun aiuto in questa affermazione: "Sono cittadino romani" che un pretore o un altro possa impunemente decretare il supplizio, che voglia, contro che dice di essere cittadino romano poichè ignora, di quale nazionalità fosse: tu avrai già precluso con questo pretesto ai cittadini romani, tutte le province, tutti i regni, tutte le libere cittadinanze e tutto il globo terrestre che ci è sempre spalancato al massimo ai nostri concittadini
Traduzione
Gli uomini di modesta condizione nati in un luogo oscuro viaggiano, vanno in quei luoghi che mai avevano visto prima, dove non possono essere noti a quelli, nel luogo in cui vennero, non possono essere sempre in compagnia dei grarante. Tuttavia per questa sola fiducia nella società non solo verso i nostri magistrati che sono tenuti a freno dalle leggi e dall'opinione pubblica ne presso solo i cittadini romani che sono uniti dalla comunanza di lingua, leggi e molte altre cose. Credono che saranno al sicuro ma sperano che, ovunque andranno, questa situazione, sia per loro di sostegno. Togli questa speranza, togli questo sostegno ai cittadini romani. Fa si che non ci sia alcun aiuto in questa affermazione: "Sono cittadino romani" che un pretore o un altro possa impunemente decretare il supplizio, che voglia, contro che dice di essere cittadino romano poichè ignora, di quale nazionalità fosse: tu avrai già precluso con questo pretesto ai cittadini romani, tutte le province, tutti i regni, tutte le libere cittadinanze e tutto il globo terrestre che ci è sempre spalancato al massimo ai nostri concittadini
lunedì 14 dicembre 2009
Cicerone torna a frequentare vecchi amici - i libri (bleah!!!)
scito enim me, posteaquam in urbem venerim, redisse cum veteribus amicis, id est cum libris nostris, in gratiam; etsi non idcirco eorum usum dimiseram, quod iis suscenserem, sed quod eorum me suppudebat; videbar enim mihi, cum me in res turbulentissimas infidelissimis sociis demisissem, praeceptis illorum non satis paruisse. Ignoscunt mihi, revocant in consuetudinem pristinam teque, quod in ea permanseris, sapientiorem quam me dicunt fuisse. Quam ob rem, quoniam placatis iis utor, videor sperare debere, si te viderim, et ea, quae premant, et ea, quae impendeant, me facile transiturum. Quam ob rem, sive in Tusculano sive in Cumano ad te placebit sive, quod minime velim, Romae, dummodo simul simus, perficiam profecto, ut id utrique nostrum commodissimum esse diiudicetur.
Traduzione
Sappi che, dopo essere venuto in città, tornai con dei vecchi amici, cioè con i nostri libri, per compiacermi; non per questa ragione se avevo trascurato il loro uso, che provavo rabbia nei loro confronti, ma poichè provavo un po' di vergogna. Mi sembrava di essermi cacciato in una terribile tempesta a causa di amici inaffidabili, che io non obbedissi abbastanza agli ordini di quelli. Mi hanno perdonato, mi hanno richiamato alle vecchie abitudini e dicono che tu, che hai perserverato in quel comportamento, sei più sapiente di me. Per questa ragione, poichè faccio uso di quelli benevoli, sembra che debba sperare, se ti vedessi tollerare facilmente e e cose che incalzano, e le cose che minacciano. Quindi sia nel tuscolano, sia che mi preferisci da te nel cumano, o cio che voglio minimamente, a Roma, purchè siamo vicini, farò in modo che ciò risulti essere a entrambi comodissimo
Traduzione
Sappi che, dopo essere venuto in città, tornai con dei vecchi amici, cioè con i nostri libri, per compiacermi; non per questa ragione se avevo trascurato il loro uso, che provavo rabbia nei loro confronti, ma poichè provavo un po' di vergogna. Mi sembrava di essermi cacciato in una terribile tempesta a causa di amici inaffidabili, che io non obbedissi abbastanza agli ordini di quelli. Mi hanno perdonato, mi hanno richiamato alle vecchie abitudini e dicono che tu, che hai perserverato in quel comportamento, sei più sapiente di me. Per questa ragione, poichè faccio uso di quelli benevoli, sembra che debba sperare, se ti vedessi tollerare facilmente e e cose che incalzano, e le cose che minacciano. Quindi sia nel tuscolano, sia che mi preferisci da te nel cumano, o cio che voglio minimamente, a Roma, purchè siamo vicini, farò in modo che ciò risulti essere a entrambi comodissimo
domenica 13 dicembre 2009
Lodi della patria
Nihil est patria pulchrius, nihil optabilius, nihil iucundius: urbem igitur ubi maiores nostri domicilium collocaverunt, ubi est domus avita, ubi et parentes et amici et sodales vitam vivunt, carissimam habemus atque summo amore diligimus. Sunt (esistere) quidem multae urbes clariores atque opulentiores, at omnibus patriam anteponimus. Non aliter optimi filii patrem et matrem diligunt, nec parentes fama clariores aut copiis ditiores exoptant
Traduzione
Nulla è più bello della patria, nulla di più desiderabile, nulla è più gaudioso: perciò la città dove i nostri antenati collocarono il domicilio, dove vi è la casa avita, dove i genitori, gli amici e i compagni trascorrono la loro vita, consideriamola carissima e amiamola con sommo amore. Certo vi sono molto più famose e più ricche, ma anteponiamo la patria a tutte. Non diversamente gli ottimi figli amano la madre e il padre, ne desiderano genitori più illustri per fama o più pieni di ricchezze.
Traduzione
Nulla è più bello della patria, nulla di più desiderabile, nulla è più gaudioso: perciò la città dove i nostri antenati collocarono il domicilio, dove vi è la casa avita, dove i genitori, gli amici e i compagni trascorrono la loro vita, consideriamola carissima e amiamola con sommo amore. Certo vi sono molto più famose e più ricche, ma anteponiamo la patria a tutte. Non diversamente gli ottimi figli amano la madre e il padre, ne desiderano genitori più illustri per fama o più pieni di ricchezze.
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